La conservazione digitale degli archivi: esperienze e progetti di versamento

Da almeno vent’anni la conservazione digitale è al centro delle iniziative del legislatore italiano, ma è anche oggetto di interventi di normalizzazione a livello internazionale ed europeo. Nell’ultimo decennio, in molti paesi si sono sviluppati servizi di custodia conformi alle disposizioni normative e coerenti con gli standard di riferimento, in particolare con la norma ISO 14721 (OAIS). Tra le attività e i requisiti ritenuti critici, un peso rilevante è quello riconosciuto alla qualità dei versamenti dei documenti archivistici nel deposito di conservazione.

È su questo aspetto che si concentra il digital talk, con la finalità di illustrarne i requisiti più significativi e le maggiori criticità, confrontando alcune esperienze concrete: quelle realizzate in Italia dal Polo archivistico regionale dell’Emilia-Romagna (ParER), presentate da Gabriele Bezzi, e in Europa dall’Historical Archives of the European Union, di cui tratterà Samir Musa. A Silvia Trani è affidato il compito di descrivere il progetto dedicato ai versamenti nel deposito digitale dell’Archivio Centrale dello Stato. Introduce e modera Mariella Guercio.

Dirette precedenti

Presentation of the IHRA Guidelines for Identifying Relevant Documentation for Holocaust Research, Education and Remembrance

For decades, a significant amount of the documentation bearing on the Holocaust and its historical context has been scattered, endangered, and in many cases made inaccessible.
In Italy, for a long time, the office in the Ministry of Interiors opposed to free access to documents concerning individual position of Jews in the file of the Demorazza in the Archivio centrale dello Stato e of Prefettura e Questura in the local State Archives because of their “sensitive” content.

Only in 1996, during the First National Conference of Archives, in accordance with the Union of Jewish Communities, this obstacle was cancelled.

Open access means allowing researchers and the public the ability to find and use Holocaust related documentation for commemoration, education, and research. Open access does not precede privacy regulations but encourages archives to implement these prudently where Holocaust documentation is concerned.

The International Holocaust Remembrance Alliance’s “Archival Access Project” sought to map the status of accessibility to Holocaust period
documentation and the challenges faced by researchers. The project also contributed to ensuring that a specific exception for documents bearing on totalitarian regimes, genocide and crimes against humanity, such as the Holocaust was included in the European Union’s General Data Protection Regulation (GDPR) in Recital 158.

However, there is a discussion about what kind of documents can be considered Holocaust- related (and, as a consequence, an example of what kind of documents can be considered related to totalitarian regimes, genocide, crimes against humanity and so on).

The IHRA working group “Monitoring Access to Holocaust Collections tried to overcome one of the obstacles: the lack of practical guidelines for identifying relevant documentation for Holocaust research, remembrance and education, thus allowing each archive and each state to adopt a different approach while determining access to their documentation.

These Guidelines will be presented by Elinor Kroitoru the researcher who supported the Project Working Group.
They will discussed together with dr. Sabrina Mingarelli (Direzione generale Archivi) and Laura Brazzo (CDEC, Milan) who will also talk about Italian and European Projects to allow open access to Holocaust documentation.
The discussion will be moderated by Micaela Procaccia (President of ANAI and member of the Working Group)

Gli archivi del costruire nell’era della transizione digitale

Gli archivi degli studi di architettura, di ingegneria e di design contemporanei costituiscono una fonte insostituibile di conoscenza di un settore rilevante della creatività tecnico-scientifica italiana.
Finora, grande attenzione è stata dedicata al recupero di archivi cartacei di grandi personalità e architetti del passato, che sono stati in molti casi digitalizzati e hanno consentito di conoscere e studiare i più importanti professionisti del XX secolo.

Tuttavia, ancora poca cura si è spesa per la salvaguardia dei patrimoni archivistici prodotti negli ultimi decenni negli studi di architettura contemporanei, dove agli schizzi, ai disegni, ai progetti, alle fotografie e ai modelli tridimensionali sui tradizionali supporti analogici si sono via via sostituiti i loro equivalenti digitali:
documenti di progetto, fotografie, animazioni, video, rendering sono prodotti in formato elettronico e hanno quasi totalmente soppiantato le tipologie documentarie tradizionali.

Le attività di produzione, gestione e conservazione dei documenti digitali obbligano gli architetti, ma anche gli organi di tutela e la società civile, attenta alla tutela della memoria, ad affrontare sfide nuove e diverse rispetto al passato: i documenti digitali richiedono strategie di conservazione adeguate e performanti, che prendono le mosse fin dal momento della loro creazione. Il webinar intende riflettere su questi temi presentando contemporaneamente le attività del gruppo di lavoro sugli archivi di architettura costituito in seno all’ANAI.

Ne discutono Stefano Allegrezza (Università degli Studi di Bologna), Giorgetta Bonfiglio-Dosio (Ca’ Foscari – Università di Venezia; ANAI), Chiara Quaranta (libero-professionista), Lucia Bosso (Based Architecture), Riccardo Domenichini (IUAV), Anna Moreno (iBIMi). Modera Micaela Procaccia (Presidente ANAI)

How is blockchain technology transforming archives and records?

I Linked Open Data (LOD) costituiscono una delle più importanti risorse per la condivisione e la crescita della conoscenza attraverso la creazione, potenzialmente infinita, di nuove connessioni tra risorse. Per tale motivo i LOD sono alla base dello sviluppo di piattaforme per la gestione e la descrizione del patrimonio culturale di natura eterogenea, all’interno di ambienti capaci di contenere e governare la varietà.

Gli innegabili vantaggi dei LOD pongono tuttavia problemi inediti e nuovi dubbi: come è possibile fondere all’interno di un unico quadro condiviso gli approcci specialistici delle varie comunità che compongono la realtà GLAM?

Quali sono le specifiche criticità per l’ambito archivistico?

Qual è l’impatto dei Linked Data su concetti e metodi consolidati nelle nostre discipline? quanto sono diffuse queste nuove tecnologie?

Discuteranno di questo tema Chiara Veninata (Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), Fabiana Guernaccini (Regesta.exe), Francesca Tomasi (Università di Bologna), Federico Carbone (Università di Salerno), Silvia Mazzini (Almawave) e Daniele Del Pinto (Almawave). Modererà Giovanni Michetti (Sapienza Università di Roma).

Workshop – Quali professionisti in ambito MAB?

L’accessibilità e la salvaguardia dei beni culturali, aumentata dall’impiego diffuso di tecnologie e della IA, anche nei servizi quotidiani, potranno ispirare nuovi approcci e richiedere una formazione diversa ai professionisti. L’incontro vuole essere un’occasione per riflettere sui cambiamenti in corso nelle professionalità attuali e sulle caratteristiche formative dei professionisti di domani.

Tali figure saranno trasversali agli ambiti disciplinari tradizionali della cultura e saranno indispensabili in futuro per la gestione consapevole e sostenibile del patrimonio culturale analogico, immateriale, digitalizzato e nativo digitale.

Alle considerazioni sugli esiti del sondaggio online del mondo MAB (di AIB, ANAI, ICOM) e non solo seguiranno le suggestioni e proposte di esperti sulle professionalità emergenti nel mondo dei beni culturali.

Intervengono

Ornella Foglieni, MAB Lombardia

Klaus Kempf, già Direttore Biblioteca Digitale, Bayerische Staatsbibliotheck, Monaco.

Massimo Cruciotti, Mazzini Lab Benefit, Italo Carli, Arte Generali

Francesca Peyron, Project manager, Mazzini Lab Benefit

Annalisa Rossi, Soprintendente Archivistico e Bibliografico per la Lombardia

Luciana Duranti, University of British Columbia, Vancouver

Quanto vale un file? Il valore economico degli archivi

Il valore economico degli archivi è un tema di fondamentale importanza per comprendere il ruolo degli archivi non solo come asset patrimoniale, ma anche come componente strategica per la produzione di valore culturale, sociale e gestionale che in ultima analisi può essere ricondotto ad un valore economico.
Il legislatore italiano ha stabilito che archivi e biblioteche rientrano a pieno titolo nel patrimonio statale e come tali devono essere oggetto di valutazione economica. L’attività di contabilizzazione ha il merito di aver obbligato le amministrazioni a individuare e quantificare il proprio patrimonio documentario, ma ha anche evidenziato l’inadeguatezza dei criteri di contabilizzazione stabiliti dalle norme di legge.

Per tale motivo è necessario ragionare su nuovi modelli e nuove formule che consentano di individuare con più accuratezza il valore dei beni culturali, con ciò contribuendo indirettamente a sostenere le attività mirate a garantire la tutela e la conservazione dei patrimoni documentari.

Discuteranno di questo tema Sabrina Mingarelli (Direzione generale archivi), Debora Chiarelli (Sapienza Università di Roma), Fabio Giulio Grandis e Lucia Biondi (Università Roma Tre), Alessandra Federici (ISTAT), Chiara Faggiolani (Sapienza Università di Roma).
Modererà Giovanni Michetti (Sapienza Università di Roma).

What does AI look like when archival concepts and principles inform its development?

In the past, archives have used Artificial Intelligence relying on off-the-shelf tools. This practice has both limited what challenges can be met and made the needs of archives subservient to the larger field of machine learning. It may be a practical thing to do, but many alarming instances of bias have been found in modern machine learning models as applied to archival material. This raises the questions of a) whether off the shelf tools are the best solution for the archival field, b) how archival concepts and principles might influence the development of AI tools intended for records and archives management, and c) how the two fields of AI and archival science can benefit from a partnership.

The speakers will discuss the archival design, development, and leveraging of AI to support the ongoing availability and accessibility of trustworthy records.

We will first explain the types of AI that are most likely to support archival endeavours, and then illustrate studies on the design of AI tools for the identification of ancient records, for the classification of current records, and for detection of privacy information, as well as presenting several other studies focused on using and developing AI to support archival appraisal, arrangement and description, preservation, and access.

This theme will be discussed by Luciana Duranti (University of British Columbia, Canada), Muhammad Abdul-Mageed (University of British Columbia, Canada), Luigi Compagnoni (State Archives in Milan, Italy), Emanuele Frontoni (University of Macerata, Italy), Umi Mokhtar (Universiti Kebangsaan Malaysia, Malaysia), and Jim Suderman (Expert, Canada). The session will be moderated by Luciana Duranti.

La certificazione di processo: un modello di qualità

Nel 2017 il legislatore ha introdotto nel Codice dell’amministrazione digitale la certificazione di processo, con l’obiettivo di agevolare la trasformazione di un documento analogico in un documento digitale.

L’allegato 3 alle “Linee guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici”, pubblicate nel 2020, descrive  tale processo, precisandone talune caratteristiche di maggior rilievo.

Tuttavia, la necessità di “garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell’originale e della copia” impone un’estrema attenzione onde evitare che operazioni massive di dematerializzazione producano risultati inadeguati.

A tal fine, la Direzione generale archivi ha predisposto un modello dettagliato per realizzare la certificazione di processo secondo criteri di qualità e sistematicità, con l’obiettivo di fornire uno strumento a supporto dei procedimenti di dematerializzazione degli enti pubblici.

Intervengono Sabrina Mingarelli (Direzione generale archivi, Servizio II), Giovanni Michetti (Sapienza Università di Roma), Gabriele Capone (Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania), 

Antonino Mazzeo (Università di Napoli Federico II), Patrizia Gentili (Agenzia per l’Italia digitale). Coordina Stefano Pigliapoco (Università di Macerata).

Digital Libraries: una palestra per l’ibridazione di discipline e contenuti

Il patrimonio culturale è un vero e proprio sistema, in cui gli oggetti vivono di relazioni non solo con altri oggetti, ma anche con soggetti, con luoghi, con processi di produzione, fruizione e conservazione: in una parola, con il contesto entro cui sono immersi. Quanto sono adeguate le tradizionali ripartizioni disciplinari e professionali, che si traducono poi in ripartizioni organizzativo-istituzionali, per rappresentare la complessità dell’ecosistema dei beni culturali? Le digital library evidenziano la natura di sistema del patrimonio culturale e pertanto sembrano uno strumento adeguato per mettere in discussione i modelli tradizionali e operare come catalizzatori dei processi di innovazione rispetto agli assetti attuali.

Ragioneranno intorno a questo tema i direttori degli istituti centrali: Laura Moro (Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale), Carlo Birrozzi (Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), Elisabetta Reale (Istituto centrale per gli archivi), Simonetta Buttò (Istituto centrale per il catalogo unico). Modererà Giovanni Michetti.

Non solo carte: l’archivio come espressione della varietà del patrimonio culturale

L’archivio non è solo carta, l’archivio non è solo carte. Sono molti gli archivi in cui è necessario il confronto con materie, materiali e oggetti ben diversi da quelli tradizionali, tali da richiedere un approccio specialistico e talvolta soluzioni originali. È pertanto opportuno riflettere sul modo in cui i modelli descrittivi tradizionali siano adeguati a rappresentare tali realtà, in cui il documento d’archivio assume forme così variegate.

Per ragionare intorno a questo tema, Giorgetta Bonfiglio Dosio presenterà la complessità e la varietà degli archivi d’impresa; Danilo Craveia si concentrerà in particolare sugli archivi dell’industria tessile; Simona Turco affronterà il tema degli archivi fotografici; Maria Francesca Stamuli esplorerà il panorama documentario legato alle fonti orali; e Manuel Rossi ci parlerà degli archivi dello spettacolo. Modererà Giovanni Michetti.

La formazione degli archivisti: contenuti, modelli, attori, prospettive

I compiti degli archivisti sono andati progressivamente espandendosi nel corso degli ultimi decenni. Alla documentazione cartacea si è affiancata quella digitale, alle fonti documentarie tradizionali quelle orali e audiovisive, solo per citarne alcune. Da una professione prevalentemente dedita alla documentazione statale o, comunque pubblica, si è passati ad una tutela attenta anche alla documentazione privata di ogni genere, non solo quella di famiglie e personalità illustri, ma quella dei professionisti, degli artisti,  delle imprese, dei sindacati.

A fronte di questo allargamento degli orizzonti, il regolamento delle scuole di Archivistica, paleografia e diplomatica degli Archivi di Stato  è rimasto quello di 110 anni 

fa, mentre altri percorsi formativi (corsi universitari, master, corsi promossi dall’associazione professionale) venivano offerti agli archivisti posti davanti ai nuovi compiti. Allo stesso tempo anche le scuole degli Archivi di Stato si aggiornavano ed ampliavano l’offerta, sia pure in maniera non coordinata.

Oggi, alla vigilia di un nuovo regolamento che giunge dopo anni di pressioni in questo senso, discutono della formazione degli archivisti Sabrina Mingarelli, Andrea Giorgi, Stefano Pigliapoco, Giovanna Giubbini, Giovanni Michetti, Ilaria PesciniIn apertura, il saluto del Direttore Generale per gli Archivi, Anna Maria Buzzi.

La prevenzione dei rischi nei luoghi della cultura

Seminario con esercitazione pratica

In occasione della Giornata Internazionale per la Riduzione del Rischio dei Disastri Naturali, nata nel 1989 per volere dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si terrà un seminario di approfondimento sulla prevenzione dei rischi nei luoghi che conservano il patrimonio culturale (musei, archivi, biblioteche, etc.).

La giornata sarà divisa in due parti: durante la mattina, diversi eminenti esperti del settore terranno interventi tecnico-formativi ed esporranno casi di studio specifici dell’ambito beni culturali; nel pomeriggio, nello spazio esterno dell’ISA, verrà svolta un’esercitazione pratica di salvataggio di archivi, simulando un allagamento, una situazione emergenziale che spesso chi lavora in archivio si trova a dover affrontare.

Aspettando ICA 2022: i prossimi appuntamenti

Dal 9 marzo al 7 giugno 2021, ogni 15 giorni, abbiamo parlato di archivi, in un percorso strutturato di avvicinamento nel segno della cooperazione e della coesione che caratterizza questo settore.

Durante questo ultimo appuntamento prima della pausa estiva, vogliamo fare un resoconto di questa iniziativa, che ricomincerà in autunno con un programma ricco e intenso, proseguendo fino a giugno 2022, per preparare la comunità archivistica alla Conferenza Internazionale ICA, che si terrà a Roma dal 19 al 23 settembre 2022.

Understanding Disaster Risk for Digital Heritage

In 2012, hurricane Sandy caused multiple fatalities and more than 6 million homes and businesses experienced prolonged power outages, resulting in billions of dollars of losses in the form of digital assets.

Equally alarming is that 60% of small- and medium-sized businesses experienced a loss or theft of sensitive data in the last 12 months, and the cost of IT downtime was $700 billion in 2015. Disasters such as these result in significant losses of digital assets, which also includes digital heritage.

As part of ICCROM’s new ‘Sustaining Digital Heritage’ initiative, this webinar will promote a better understanding of disaster risk for digital heritage. Noted speakers from the fields of heritage risk reduction, archives, and digital asset management will share their experiences and expertise, and discuss how to prevent large-scale disruption and significant data loss.

Our aim is to build ground for a lively discussion by using interactive features such as live polls and a Q&A format.

Preserving sounds and voices: archives as a place for identity

Audiovisual heritage represents an inestimable treasure, which has been and is fundamental for the construction of individual and social identities, for the cultural formation of people, for the collective memory of peoples. Radio and television recordings, oral testimonies that speak of the past and question the present, that explain, intrigue, teach, amuse or entertain.

Sally Jennings will talk about the Save our Sound project, promoted by the British Library, and Enrico Giannotti will explain how artificial intelligence can bring added value in the processing of video audio content. Maria Francesca Stamuli will tell us what the Vi.vo.project consists of, while Silvia Calamai will introduce the Vademecum for the treatment of oral sources.

 

 

Cultura d’impresa negli archivi: sostenibilità, digitalizzazione e ruolo formativo

Qual è l’impatto sociale della perdita della memoria? E perchè diventa fondamentale preservare e valorizzare gli archivi d’impresa? Attraverso gli archivi si costruiscono percorsi di formazione e si conserva la capacità di costruire e creare.

Con Antonio Calabrò discuteremo di sostenibilità e impatto sociale della perdita della memoria;  Lucia Nardi parlerà di archivio d’impresa come strumento per rafforzare e comunicare l’identità aziendale e Daniela Brignone di archivio come strumento di marketing e comunicazione; Giorgetta Bonfiglio Dosio discuterà di formazione archivistica oggi; infine, Amedeo Lepore esporrà il caso dell’archivio digitalizzato della Cassa del Mezzogiorno.

Archivio bene comune: il rapporto con le comunità e proposte di valorizzazione

La documentazione conservata negli archivi ecclesiastici, diocesani e parrocchiali in particolare, si intreccia inestricabilmente con la storia delle persone e delle comunità e dei luoghi abitati e costruiti intorno ad esse. Ogni azione, sia legata ad iniziative di conoscenza, che di tutela o di valorizzazione non può che essere l’espressione concertata di un popolo e del suo territorio. Proviamo a raccontare alcune esperienze.

S.E. Mons. Franco Lovignana parlerà della progettualità culturale e pastorale per i beni culturali.
Ascolteremo due esperienze: 
Matteo Savoldi racconterà il progetto degli archivi ecclesiastici veronesi in rete; don Gianluca Marchetti e Veronica Vitali parleranno della valorizzazione “corale” dei codici miniati del Capitolo della Cattedrale di Bergamo. 

Condizioni microclimatiche e qualità dell’aria negli archivi

Il monitoraggio e il controllo della qualità dell’aria dell’ambiente normalmente avvengono outdoor, ma anche all’interno degli ambienti deputati alla conservazione dei beni archivistici vi possono essere preoccupanti sorgenti di inquinamento oppure, a causa di sistemi di circolazione dell’aria non efficienti, gli inquinanti possono penetrare dall’esterno e accumularsi.

Ne parliamo con il biologo Matteo Montanari, esperto nel settore dei beni culturali, con Matteo Bistoletti, con Ivano Battaglia,  Gregorio Mangano e Francesco Santi, che tratteranno il tema della sicurezza in rapporto con la sostenibilità, anche in ambiente MAB. 

Buone pratiche per la messa in sicurezza degli archivi diocesani

Predisporre azioni per la sicurezza degli archivi, anche degli archivi ecclesiastici, è indispensabile per affrontare nel migliore dei modi le eventuali emergenze ed è importante garantire una gestione ordinata e coordinata sul territorio attraverso una serie di buone pratiche per la messa in sicurezza dei beni. Nel mondo degli archivi ecclesiastici, e diocesani in particolare, il lavoro è svolto in sinergia dai diversi presidi sul territorio: la diocesi, la regione ecclesiastica, l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto.

Don Valerio Pennasso parlerà della protezione degli archivi ecclesiastici; Marica Mercalli interverrà sui depositi di sicurezza in fase di emergenza; la parola passerà poi a don Gianluca Popolla, che parlerà della situazione degli archivi diocesani in Piemonte; concluderemo con Martino Dutto, per un focus su problematiche e rischi, buone pratiche per gli archivi diocesani e parrocchiali, con particolare attenzione all’Archivio storico diocesano di Cuneo.

Mitigare i danni da incendio: la nuova Regola Tecnica Verticale applicata ai beni culturali

Nel 2020 è stata redatta una nuova regola tecnica riguardante la prevenzione degli incendi in ambiente museale e culturale, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.183 del 22 luglio. Il D.M, redatto congiuntamente dal Ministero dell’Interno e dal MiBAC, approva la Regola Tecnica Verticale dedicata alla tutela degli edifici museali e culturali con i relativi beni conservati.

Con Gioacchino Giomi Luca Nassi approfondiremo gli aspetti di questo decreto, per poi parlare di soluzioni adeguate con Emanuele Goretti, che effettuerà in diretta una dimostrazione d’uso di Novec™ 1230.

Archivi e Biblioteche digitali: finanziamenti, casi di studio e valorizzazione

SOS Archivi vuole informare attraverso i massimi esperti di settore sulle forme di finanziamento europeo ed agevolazioni che riguardano la digitalizzazione di archivi e biblioteche.

COVID-19: Dall’emergenza alla ripartenza graduale

best practice ed esempi per archivi, biblioteche
e per il patrimonio culturale

Altre risorse video

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