Waiting For ICA 2022

26 Ottobre 2021 – 21 Giugno 2022

SOS Archivi in collaborazione con ICA, DGA, ANAI e con il supporto di Symposia Srl ha sviluppato un calendario di digital talks in attesa di ICA Roma 2022.

Introduzione

Abbiamo creato “un luogo di incontro digitale” per un dialogo e confronto per professionisti e studenti di archivistica,  studiosi, cittadini interessati, imprese di settore ed istituzioni pubbliche e private

Nell’attesa dell’evento ICA2022 è nata l’idea di sfruttare il non poco tempo che ci separa dalla conferenza con un percorso strutturato di avvicinamento nel segno della cooperazione e della coesione che caratterizza il nostro dominio, sfruttando i mezzi che questi mesi di pandemia ci hanno costretto a sperimentare, promuovendo iniziative di comunicazione, sostenendo la formazione dei professionisti e, soprattutto, avvicinando il patrimonio documentario ai cittadini e agli utenti grazie a frequentatissimi incontri virtuali.

Abbiamo quindi deciso di promuovere una serie di incontri quindicinali che abbiamo chiamato “Waiting For ICA Roma 2022”, per lo più destinati ai nostri interlocutori e, quindi, in italiano con lo scopo di richiamare l’attenzione di tutti (non solo degli addetti ai lavori) sulla difficoltà organizzativa e sulla complessità tecnica di formare e conservare archivi, ma anche sulla ricchezza che le fonti documentarie ci offrono, garantendo la difesa e l’esercizio dei diritti, proteggendo la memoria e comunicando le storie che gli archivi possono raccontare.

E’ ormai ufficiale la notizia che dal 19 al 23 settembre 2022 l’Italia ospiterà a Roma la nona conferenza dell’International Council on Archives dedicata alla funzione di ponte che gli archivi hanno sempre svolto.

L’iniziativa è, in questo caso, rivolta soprattutto a rilevare, analizzare e discutere il ruolo che le istituzioni, i professionisti e le fonti documentarie sono sempre più destinati ad assumere nel futuro in un mondo caratterizzato da diversità, conflitti ma anche ricco di spazi e strumenti di convergenza delle conoscenze e degli strumenti, di integrazione dei sistemi informativi, di dialogo e confronto tra la dimensione globale della rete e le comunità e identità locali dei territori e delle istituzioni.

Bridging the gap è, infatti, il titolo della conferenza che ha l’obiettivo di affrontare gli aspetti più critici di questo confronto in ambito tecnologico, culturale, politico e istituzionale.

Con una partnership tra SOS Archivi, Direzione generale degli archivi, Anai e con il supporto di Symposia S.r.l. abbiamo deciso di avanzare la candidatura del nostro Paese per ospitare un incontro così ambizioso.

Le ragioni che ci hanno guidato sono soprattutto legate alla considerazione che da troppo tempo gli archivi italiani hanno sofferto per la mancanza di risorse e di occasioni di scambio internazionale, pur mantenendo alta la qualità della nostra grande tradizione archivistica e delle metodologie impiegate che ci hanno consentito di contribuire con efficacia e successo ai migliori progetti di ricerca europei e internazionali.

Abbiamo pensato soprattutto all’importanza di dare ai professionisti e agli studenti di archivistica, agli studiosi, ai cittadini interessati, alle imprese che operano in questo campo e alle numerosissime istituzioni pubbliche e private che possiedono e conservano archivi un’occasione preziosa di dialogo e di collaborazione con i colleghi degli altri Paesi.

Abbiamo pensato che la comunità tecnico-scientifica nazionale avrebbe tratto un serio vantaggio nel confrontarsi su temi così impegnativi e cruciali approfittando della presenza in Italia di esperti, gruppi di lavoro e di ricerca, rappresentanti di tutte le comunità archivistiche del mondo.

Da queste riflessioni è nata l’idea di sfruttare il non poco tempo che ci separa dalla conferenza con un percorso strutturato di avvicinamento nel segno della cooperazione e della coesione che caratterizza il nostro dominio, sfruttando i mezzi che questi mesi di pandemia ci hanno costretto a sperimentare, promuovendo iniziative di comunicazione, sostenendo la formazione dei professionisti e, soprattutto, avvicinando il patrimonio documentario ai cittadini e agli utenti grazie a frequentatissimi incontri virtuali.

Abbiamo quindi deciso di promuovere una serie di incontri quindicinali che abbiamo chiamato “Waiting For ICA Roma 2022”, per lo più destinati ai nostri interlocutori e, quindi, in italiano con lo scopo di richiamare l’attenzione di tutti (non solo degli addetti ai lavori) sulla difficoltà organizzativa e sulla complessità tecnica di formare e conservare archivi, ma anche sulla ricchezza che le fonti documentarie ci offrono, garantendo la difesa e l’esercizio dei diritti, proteggendo la memoria e comunicando le storie che gli archivi possono raccontare.

Cominceremo a marzo 2021 e proseguiremo fino alla conferenza di Roma. Nel presentarvi la prima serie di eventi, vi invitiamo non solo a partecipare in modo attivo agli incontri già in programma ma anche a proporre idee e iniziative in grado di alimentare un percorso di conoscenze e di discussione finalizzato a dare nuova spinta e visibilità al nostro settore.

Nella consapevolezza che le contraddizioni inevitabili del nostro tempo hanno bisogno di archivi e di sapere archivistico in grado di colmare con equilibrio, dinamicità e competenza i divari del presente e costruire ponti solidi per un futuro inclusivo.

Calendario

Digital Talks

26 Ottobre 2021 – 21 Giugno 2022

Il calendario è in via di definizione e potrà subire delle modifiche.

26 Ott

Diretta streaming

ore 17.00

La formazione degli archivisti: contenuti, modelli, attori, prospettive

I compiti degli archivisti sono andati progressivamente espandendosi nel corso degli ultimi decenni. Alla documentazione cartacea si è affiancata quella digitale, alle fonti documentarie tradizionali quelle orali e audiovisive, solo per citarne alcune. Da una professione prevalentemente dedita alla documentazione statale o, comunque pubblica, si è passati ad una tutela attenta anche alla documentazione privata di ogni genere, non solo quella di famiglie e personalità illustri, ma quella dei professionisti, degli artisti,  delle imprese, dei sindacati.
A fronte di questo allargamento degli orizzonti, il regolamento delle scuole di Archivistica, paleografia e diplomatica degli Archivi di Stato  è rimasto quello di 110 anni fa, mentre altri percorsi formativi (corsi universitari, master, corsi promossi dall’associazione professionale) venivano offerti agli archivisti posti davanti ai nuovi compiti. Allo stesso tempo anche le scuole degli Archivi di Stato si aggiornavano ed ampliavano l’offerta, sia pure in maniera non coordinata. Oggi, alla vigilia di un nuovo regolamento che giunge dopo anni di pressioni in questo senso, discutono della formazione degli archivisti Sabrina Mingarelli, Andrea Giorgi, Stefano Pigliapoco, Giovanna Giubbini, Giovanni Michetti, Ilaria Pescini
In apertura, il saluto del Direttore Generale per gli Archivi, Anna Maria Buzzi

Moderatore

Relatori

Micaela Procaccia

Presidente ANAI

Anna Maria Buzzi

Direttore Generale, DGA

Sabrina Mingarelli

DGA
Dirigente Servizio II
(Patrimonio Archivistico)

Giovanna Giubbini

Direttore AS Bologna

Stefano Pigliapoco

Università di Macerata

Andrea Giorgi

Università di Trento

Ilaria Pescini

ANAI

Giovanni Michetti

Sapienza Università di Roma

16 Nov

Diretta streaming

ore 17.00

Non solo carte: l’archivio come espressione della varietà del patrimonio culturale

 

L’archivio non è solo carta, l’archivio non è solo carte. Sono molti gli archivi in cui è necessario il confronto con materie, materiali e oggetti ben diversi da quelli tradizionali, tali da richiedere un approccio specialistico e talvolta soluzioni originali. È pertanto opportuno riflettere sul modo in cui i modelli descrittivi tradizionali siano adeguati a rappresentare tali realtà, in cui il documento d’archivio assume forme così variegate.

Per ragionare intorno a questo tema, Giorgetta Bonfiglio Dosio presenterà la complessità e la varietà degli archivi d’impresa; Danilo Craveia si concentrerà in particolare sugli archivi dell’industria tessile; Simona Turco affronterà il tema degli archivi fotografici; Maria Francesca Stamuli esplorerà il panorama documentario legato alle fonti orali; e Manuel Rossi ci parlerà degli archivi dello spettacolo. Modererà Giovanni Michetti.

Moderatore

Giovanni Michetti

Sapienza Università di Roma

Relatori

Giorgetta Bonfiglio Dosio

Docente di Archivistica

Danilo Craveia

Archivista

Manuel Rossi

Archivista, Università per Stranieri di Siena

Simona Turco

Funzionario Archivista di Stato

Maria Francesca Stamuli

Soprintendenza archivistica
e bibliografica della Toscana

14 Dic

Diretta streaming

ore 17.00

Digital Libraries: una palestra per l’ibridazione di discipline e contenuti


Il patrimonio culturale è un vero e proprio sistema, in cui gli oggetti vivono di relazioni non solo con altri oggetti, ma anche con soggetti, con luoghi, con processi di produzione, fruizione e conservazione: in una parola, con il contesto entro cui sono immersi. Quanto sono adeguate le tradizionali ripartizioni disciplinari e professionali, che si traducono poi in ripartizioni organizzativo-istituzionali, per rappresentare la complessità dell’ecosistema dei beni culturali? Le digital library evidenziano la natura di sistema del patrimonio culturale e pertanto sembrano uno strumento adeguato per mettere in discussione i modelli tradizionali e operare come catalizzatori dei processi di innovazione rispetto agli assetti attuali.

Ragioneranno intorno a questo tema i direttori degli istituti centrali: Laura Moro (Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale), Carlo Birrozzi (Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), Elisabetta Reale (Istituto centrale per gli archivi), Simonetta Buttò (Istituto centrale per il catalogo unico). Modererà Giovanni Michetti.

Moderatore

Giovanni Michetti

Sapienza Università di Roma

Relatori

Laura Moro

Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale

Carlo Birrozzi

Istituto centrale per il catalogo e la documentazione

Elisabetta Reale

Istituto centrale per gli archivi

Simonetta Buttò

Istituto centrale per il catalogo unico

1 Feb

Diretta streaming

ore 17.00

La certificazione di processo: un modello di qualità


Nel 2017 il legislatore ha introdotto nel Codice dell’amministrazione digitale la certificazione di processo, con l’obiettivo di agevolare la trasformazione di un documento analogico in un documento digitale.

L’allegato 3 alle “Linee guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici”, pubblicate nel 2020, descrive  tale processo, precisandone talune caratteristiche di maggior rilievo.

Tuttavia, la necessità di “garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell’originale e della copia” impone un’estrema attenzione onde evitare che operazioni massive di dematerializzazione producano risultati inadeguati. A tal fine, la Direzione generale archivi ha predisposto un modello dettagliato per realizzare la certificazione di processo secondo criteri di qualità e sistematicità, con l’obiettivo di fornire uno strumento a supporto dei procedimenti di dematerializzazione degli enti pubblici.

Intervengono Sabrina Mingarelli (Direzione generale archivi, Servizio II), Giovanni Michetti (Sapienza Università di Roma), Gabriele Capone (Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania), Antonino Mazzeo (Università di Napoli Federico II), Patrizia Gentili (Agenzia per l’Italia digitale). Coordina Stefano Pigliapoco (Università di Macerata).

Moderatore

Stefano Pigliapoco

Università di Macerata

Relatori

Sabrina Mingarelli

Direzione generale archivi,
Servizio II

Giovanni Michetti

Sapienza Università di Roma

Gabriele Capone

Soprintendenza archivistica
e bibliografica della Campania

Antonino Mazzeo

Università di Napoli Federico II

Patrizia Gentili

Agenzia per l’Italia digitale

15 Feb

Diretta streaming

ore 17.00

What does AI look like when archival concepts and principles inform its development?


In the past, archives have used Artificial Intelligence relying on off-the-shelf tools. This practice has both limited what challenges can be met and made the needs of archives subservient to the larger field of machine learning. It may be a practical thing to do, but many alarming instances of bias have been found in modern machine learning models as applied to archival material. This raises the questions of a) whether off the shelf tools are the best solution for the archival field, b) how archival concepts and principles might influence the development of AI tools intended for records and archives management, and c) how the two fields of AI and archival science can benefit from a partnership.

The speakers will discuss the archival design, development, and leveraging of AI to support the ongoing availability and accessibility of trustworthy records. We will first explain the types of AI that are most likely to support archival endeavours, and then illustrate studies on the design of AI tools for the identification of ancient records, for the classification of current records, and for detection of privacy information, as well as presenting several other studies focused on using and developing AI to support archival appraisal, arrangement and description, preservation, and access.

This theme will be discussed by Luciana Duranti (University of British Columbia, Canada), Muhammad Abdul-Mageed (University of British Columbia, Canada), Luigi Compagnoni (State Archives in Milan, Italy), Emanuele Frontoni (University of Macerata, Italy), Umi Mokhtar (Universiti Kebangsaan Malaysia, Malaysia), and Jim Suderman (Expert, Canada). The session will be moderated by Luciana Duranti.

Moderatore

Luciana Duranti

University of British Columbia, Canada

Relatori

Muhammad Abdul-Mageed

University of British Columbia, Canada

Luigi Compagnoni

State Archives in Milan, Italy

Emanuele Frontoni

University of Macerata. Italy

Umi Mokhtar

Universiti Kebangsaan Malaysia, Malaysia

Jim Suderman

Expert, Canada

22 Feb

Diretta streaming

ore 17.00

Quanto vale un file? Il valore economico degli archivi


Il valore economico degli archivi è un tema di fondamentale importanza per comprendere il ruolo degli archivi non solo come asset patrimoniale, ma anche come componente strategica per la produzione di valore culturale, sociale e gestionale che in ultima analisi può essere ricondotto ad un valore economico.
Il legislatore italiano ha stabilito che archivi e biblioteche rientrano a pieno titolo nel patrimonio statale e come tali devono essere oggetto di valutazione economica. L’attività di contabilizzazione ha il merito di aver obbligato le amministrazioni a individuare e quantificare il proprio patrimonio documentario, ma ha anche evidenziato l’inadeguatezza dei criteri di contabilizzazione stabiliti dalle norme di legge.

Per tale motivo è necessario ragionare su nuovi modelli e nuove formule che consentano di individuare con più accuratezza il valore dei beni culturali, con ciò contribuendo indirettamente a sostenere le attività mirate a garantire la tutela e la conservazione dei patrimoni documentari.

Discuteranno di questo tema Sabrina Mingarelli (Direzione generale archivi), Debora Chiarelli (Sapienza Università di Roma), Fabio Giulio Grandis e Lucia Biondi (Università Roma Tre), Alessandra Federici (ISTAT), Chiara Faggiolani (Sapienza Università di Roma).
Modererà Giovanni Michetti (Sapienza Università di Roma).

Moderatore

Giovanni Michetti

Sapienza Università di Roma

Relatori

Sabrina Mingarelli

Direzione generale archivi,
Servizio II

Debora Chiarelli

Sapienza Università di Roma

Fabio Giulio Grandis

Università Roma Tre

Lucia Biondi

Università Roma Tre

Alessandra Federici

ISTAT

Chiara Faggiolani

Sapienza Università di Roma

12 Apr

Diretta streaming

ore 17.00

How is blockchain technology transforming archives and records?

Distributed ledger technologies (DLT), including blockchains, combine the use of cryptography and distributed networks to achieve a novel form of records creation and keeping designed for tamper-resistance and immutability. Over the past several years, these capabilities have made blockchains increasingly popular as a general-purpose technology for use in recordkeeping in a variety of sectors and industry domains, and led to experimentation in its use by archives and other organizations for the safeguarding and preservation of records. Even more recently, some cultural heritage institutions have begun to produce Non-Fungible Tokens (NFTS), cryptographic digital assets that can be traded over blockchain networks, as new marketing tools, while some cultural institutions have incorporated these new crypto-assets into their collections. Yet many open challenges and issues, both theoretical and applied, remain in connection with these novel technologies.

The speakers in this panel will discuss examples of how blockchain technology is transforming archives and records, from the creation of new forms of cryptographic certification and health records, to safeguarding evidence of human rights violations and claims of displaced people to their homes, lands and property, to novel NFTs that may one day end up in archival institutions and have to be preserved. They will reflect on lessons learned from their involvement in blockchain projects and upon the implications of novel distributed ledger technologies for records management, archival appraisal and acquisition, arrangement and description, outreach and public programming, and society as a whole.

Archangel project for Archives

Blockchain tecnology applied to Archives 

This theme will be discussed by Hrvoje Stancic (University of Zagreb, Croatia ), Anne Gilliland (UCLA, United States), Jesse McKee (221A, Canada) and Victoria Lemieux (University of British Columbia, Canada). The session will be moderated by Hrvoje Stancic.

Moderatore

Hrvoje Stancic

University of Zagreb, Croatia

Relatori

Anne Gilliland

UCLA, United States

Jesse McKee

221A, Canada

Victoria Lemieux

University of British Columbia, Canada

27 Apr

Diretta streaming

ore 15.00

I Linked Open Data per i beni culturali


I Linked Open Data (LOD) costituiscono una delle più importanti risorse per la condivisione e la crescita della conoscenza attraverso la creazione, potenzialmente infinita, di nuove connessioni tra risorse. Per tale motivo i LOD sono alla base dello sviluppo di piattaforme per la gestione e la descrizione del patrimonio culturale di natura eterogenea, all’interno di ambienti capaci di contenere e governare la varietà.

Gli innegabili vantaggi dei LOD pongono tuttavia problemi inediti e nuovi dubbi: come è possibile fondere all’interno di un unico quadro condiviso gli approcci specialistici delle varie comunità che compongono la realtà GLAM? quali sono le specifiche criticità per l’ambito archivistico? qual è l’impatto dei Linked Data su concetti e metodi consolidati nelle nostre discipline? quanto sono diffuse queste nuove tecnologie?

Discuteranno di questo tema Chiara Veninata (Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), Fabiana Guernaccini (Regesta.exe), Francesca Tomasi (Università di Bologna), Federico Carbone (Università di Salerno), Silvia Mazzini (Almawave) e Daniele Del Pinto (Almawave). Modererà Giovanni Michetti (Sapienza Università di Roma).

Moderatore

Giovanni Michetti

Sapienza Università di Roma

Relatori

Chiara Veninata

Istituto centrale per il catalogo
e la documentazione

Fabiana Guernaccini

Regesta.exe

Francesca Tomasi

Università di Bologna

Federico Carbone

Università di Salerno

Silvia Mazzini

Almawave

Daniele Del Pinto

Almawave

3 Mag

Diretta streaming

ore 17.00

Gli archivi del costruire nell’era della transizione digitale


Gli archivi degli studi di architettura, di ingegneria e di design contemporanei costituiscono una fonte insostituibile di conoscenza di un settore rilevante della creatività tecnico-scientifica italiana.
Finora, grande attenzione è stata dedicata al recupero di archivi cartacei di grandi personalità e architetti del passato, che sono stati in molti casi digitalizzati e hanno consentito di conoscere e studiare i più importanti professionisti del XX secolo.

Tuttavia, ancora poca cura si è spesa per la salvaguardia dei patrimoni archivistici prodotti negli ultimi decenni negli studi di architettura contemporanei, dove agli schizzi, ai disegni, ai progetti, alle fotografie e ai modelli tridimensionali sui tradizionali supporti analogici si sono via via sostituiti i loro equivalenti digitali:
documenti di progetto, fotografie, animazioni, video, rendering sono prodotti in formato elettronico e hanno quasi totalmente soppiantato le tipologie documentarie tradizionali.

Le attività di produzione, gestione e conservazione dei documenti digitali obbligano gli architetti, ma anche gli organi di tutela e la società civile, attenta alla tutela della memoria, ad affrontare sfide nuove e diverse rispetto al passato: i documenti digitali richiedono strategie di conservazione adeguate e performanti, che prendono le mosse fin dal momento della loro creazione. Il webinar intende riflettere su questi temi presentando contemporaneamente le attività del gruppo di lavoro sugli archivi di architettura costituito in seno all’ANAI.

Ne discutono Stefano Allegrezza (Università degli Studi di Bologna), Giorgetta Bonfiglio-Dosio (Ca’ Foscari – Università di Venezia; ANAI), Chiara Quaranta (libero-professionista), Lucia Bosso (Based Architecture), Riccardo Domenichini (IUAV), Anna Moreno (iBIMi). Modera Micaela Procaccia (Presidente ANAI)

Moderatore

Micaela Procaccia

Presidente ANAI

Relatori

Giorgetta Bonfiglio-Dosio

Ca’ Foscari -Università di Venezia
ANAI

Stefano Allegrezza

Università degli Studi di Bologna

Chiara Quaranta

Libero Professionista

Lucia Bosso

Based Architecture

Riccardo Domenichini

IUAV

Anna Moreno

iBIMi

May 24

Live streaming

17.00 pm CEST

Presentation of the IHRA Guidelines for Identifying Relevant Documentation for Holocaust Research, Education and Remembrance


For decades, a significant amount of the documentation bearing on the Holocaust and its historical context has been scattered, endangered, and in many cases made inaccessible.
In Italy, for a long time, the office in the Ministry of Interiors opposed to free access to documents concerning individual position of Jews in the file of the Demorazza in the Archivio centrale dello Stato e of Prefettura e Questura in the local State Archives because of their “sensitive” content.

Only in 1996, during the First National Conference of Archives, in accordance with the Union of Jewish Communities, this obstacle was cancelled.

Open access means allowing researchers and the public the ability to find and use Holocaust related documentation for commemoration, education, and research. Open access does not precede privacy regulations but encourages archives to implement these prudently where Holocaust documentation is concerned.

The International Holocaust Remembrance Alliance’s “Archival Access Project” sought to map the status of accessibility to Holocaust period
documentation and the challenges faced by researchers. The project also contributed to ensuring that a specific exception for documents bearing on totalitarian regimes, genocide and crimes against humanity, such as the Holocaust was included in the European Union’s General Data Protection Regulation (GDPR) in Recital 158.

However, there is a discussion about what kind of documents can be considered Holocaust- related (and, as a consequence, an example of what kind of documents can be considered related to totalitarian regimes, genocide, crimes against humanity and so on).

The IHRA working group “Monitoring Access to Holocaust Collections tried to overcome one of the obstacles: the lack of practical guidelines for identifying relevant documentation for Holocaust research, remembrance and education, thus allowing each archive and each state to adopt a different approach while determining access to their documentation.

These Guidelines will be presented by Elinor Kroitoru the researcher who supported the Project Working Group.
They will discussed together with dr. Sabrina Mingarelli (Direzione generale Archivi) and Laura Brazzo (CDEC, Milan) who will also talk about Italian and European Projects to allow open access to Holocaust documentation.
The discussion will be moderated by Micaela Procaccia (President of ANAI and member of the Working Group).

Moderatore

Micaela Procaccia

Presidente ANAI

Relatori

Elinor Kroitoru

Researcher

Sabrina Mingarelli

DGA
Dirigente Servizio II
(Patrimonio Archivistico)

Laura Brazzo

CDEC, Milano

Giu 7

Diretta streaming

ore 17.00

La conservazione digitale degli archivi: esperienze e progetti di versamento


Da almeno vent’anni la conservazione digitale è al centro delle iniziative del legislatore italiano, ma è anche oggetto di interventi di normalizzazione a livello internazionale ed europeo. Nell’ultimo decennio, in molti paesi si sono sviluppati servizi di custodia conformi alle disposizioni normative e coerenti con gli standard di riferimento, in particolare con la norma ISO 14721 (OAIS).

Tra le attività e i requisiti ritenuti critici, un peso rilevante è quello riconosciuto alla qualità dei versamenti dei documenti archivistici nel deposito di conservazione. È su questo aspetto che si concentra il digital talk, con la finalità di illustrarne i requisiti più significativi e le maggiori criticità, confrontando alcune esperienze concrete: quelle realizzate in Italia dal Polo archivistico regionale dell’Emilia-Romagna (ParER), presentate da Gabriele Bezzi, e in Europa dall’Historical Archives of the European Union, di cui tratterà Samir Musa. A Silvia Trani è affidato il compito di descrivere il progetto dedicato ai versamenti nel deposito digitale dell’Archivio Centrale dello Stato. Introduce e modera Mariella Guercio.

Moderatore

Mariella Guercio

Presidente CTS SOS Archivi

Relatori

Gabriele Bezzi

ParER

Samir Musa

Historical Archives of the European Union

Silvia Trani

Archivio Centrale dello Stato

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