Waiting For ICA 2022

26 Ottobre 2021 – 21 Giugno 2022

SOS Archivi in collaborazione con ICA, DGA, ANAI e con il supporto di Symposia Srl ha sviluppato un calendario di digital talks in attesa di ICA Roma 2022.

Introduzione

Abbiamo creato “un luogo di incontro digitale” per un dialogo e confronto per professionisti e studenti di archivistica,  studiosi, cittadini interessati, imprese di settore ed istituzioni pubbliche e private

Nell’attesa dell’evento ICA2022 è nata l’idea di sfruttare il non poco tempo che ci separa dalla conferenza con un percorso strutturato di avvicinamento nel segno della cooperazione e della coesione che caratterizza il nostro dominio, sfruttando i mezzi che questi mesi di pandemia ci hanno costretto a sperimentare, promuovendo iniziative di comunicazione, sostenendo la formazione dei professionisti e, soprattutto, avvicinando il patrimonio documentario ai cittadini e agli utenti grazie a frequentatissimi incontri virtuali.

Abbiamo quindi deciso di promuovere una serie di incontri quindicinali che abbiamo chiamato “Waiting For ICA Roma 2022”, per lo più destinati ai nostri interlocutori e, quindi, in italiano con lo scopo di richiamare l’attenzione di tutti (non solo degli addetti ai lavori) sulla difficoltà organizzativa e sulla complessità tecnica di formare e conservare archivi, ma anche sulla ricchezza che le fonti documentarie ci offrono, garantendo la difesa e l’esercizio dei diritti, proteggendo la memoria e comunicando le storie che gli archivi possono raccontare.

E’ ormai ufficiale la notizia che dal 19 al 23 settembre 2022 l’Italia ospiterà a Roma la nona conferenza dell’International Council on Archives dedicata alla funzione di ponte che gli archivi hanno sempre svolto.

L’iniziativa è, in questo caso, rivolta soprattutto a rilevare, analizzare e discutere il ruolo che le istituzioni, i professionisti e le fonti documentarie sono sempre più destinati ad assumere nel futuro in un mondo caratterizzato da diversità, conflitti ma anche ricco di spazi e strumenti di convergenza delle conoscenze e degli strumenti, di integrazione dei sistemi informativi, di dialogo e confronto tra la dimensione globale della rete e le comunità e identità locali dei territori e delle istituzioni.

Bridging the gap è, infatti, il titolo della conferenza che ha l’obiettivo di affrontare gli aspetti più critici di questo confronto in ambito tecnologico, culturale, politico e istituzionale.

Con una partnership tra SOS Archivi, Direzione generale degli archivi, Anai e con il supporto di Symposia S.r.l. abbiamo deciso di avanzare la candidatura del nostro Paese per ospitare un incontro così ambizioso.

Le ragioni che ci hanno guidato sono soprattutto legate alla considerazione che da troppo tempo gli archivi italiani hanno sofferto per la mancanza di risorse e di occasioni di scambio internazionale, pur mantenendo alta la qualità della nostra grande tradizione archivistica e delle metodologie impiegate che ci hanno consentito di contribuire con efficacia e successo ai migliori progetti di ricerca europei e internazionali.

Abbiamo pensato soprattutto all’importanza di dare ai professionisti e agli studenti di archivistica, agli studiosi, ai cittadini interessati, alle imprese che operano in questo campo e alle numerosissime istituzioni pubbliche e private che possiedono e conservano archivi un’occasione preziosa di dialogo e di collaborazione con i colleghi degli altri Paesi.

Abbiamo pensato che la comunità tecnico-scientifica nazionale avrebbe tratto un serio vantaggio nel confrontarsi su temi così impegnativi e cruciali approfittando della presenza in Italia di esperti, gruppi di lavoro e di ricerca, rappresentanti di tutte le comunità archivistiche del mondo.

Da queste riflessioni è nata l’idea di sfruttare il non poco tempo che ci separa dalla conferenza con un percorso strutturato di avvicinamento nel segno della cooperazione e della coesione che caratterizza il nostro dominio, sfruttando i mezzi che questi mesi di pandemia ci hanno costretto a sperimentare, promuovendo iniziative di comunicazione, sostenendo la formazione dei professionisti e, soprattutto, avvicinando il patrimonio documentario ai cittadini e agli utenti grazie a frequentatissimi incontri virtuali.

Abbiamo quindi deciso di promuovere una serie di incontri quindicinali che abbiamo chiamato “Waiting For ICA Roma 2022”, per lo più destinati ai nostri interlocutori e, quindi, in italiano con lo scopo di richiamare l’attenzione di tutti (non solo degli addetti ai lavori) sulla difficoltà organizzativa e sulla complessità tecnica di formare e conservare archivi, ma anche sulla ricchezza che le fonti documentarie ci offrono, garantendo la difesa e l’esercizio dei diritti, proteggendo la memoria e comunicando le storie che gli archivi possono raccontare.

Cominceremo a marzo 2021 e proseguiremo fino alla conferenza di Roma. Nel presentarvi la prima serie di eventi, vi invitiamo non solo a partecipare in modo attivo agli incontri già in programma ma anche a proporre idee e iniziative in grado di alimentare un percorso di conoscenze e di discussione finalizzato a dare nuova spinta e visibilità al nostro settore.

Nella consapevolezza che le contraddizioni inevitabili del nostro tempo hanno bisogno di archivi e di sapere archivistico in grado di colmare con equilibrio, dinamicità e competenza i divari del presente e costruire ponti solidi per un futuro inclusivo.

Calendario

Digital Talks

26 Ottobre 2021 – 21 Giugno 2022

Il calendario è in via di definizione e potrà subire delle modifiche.

26 Ott

Diretta streaming

ore 17.00

La formazione degli archivisti: contenuti, modelli, attori, prospettive

I compiti degli archivisti sono andati progressivamente espandendosi nel corso degli ultimi decenni. Alla documentazione cartacea si è affiancata quella digitale, alle fonti documentarie tradizionali quelle orali e audiovisive, solo per citarne alcune. Da una professione prevalentemente dedita alla documentazione statale o, comunque pubblica, si è passati ad una tutela attenta anche alla documentazione privata di ogni genere, non solo quella di famiglie e personalità illustri, ma quella dei professionisti, degli artisti,  delle imprese, dei sindacati.
A fronte di questo allargamento degli orizzonti, il regolamento delle scuole di Archivistica, paleografia e diplomatica degli Archivi di Stato  è rimasto quello di 110 anni fa, mentre altri percorsi formativi (corsi universitari, master, corsi promossi dall’associazione professionale) venivano offerti agli archivisti posti davanti ai nuovi compiti. Allo stesso tempo anche le scuole degli Archivi di Stato si aggiornavano ed ampliavano l’offerta, sia pure in maniera non coordinata. Oggi, alla vigilia di un nuovo regolamento che giunge dopo anni di pressioni in questo senso, discutono della formazione degli archivisti Sabrina Mingarelli, Andrea Giorgi, Stefano Pigliapoco, Giovanna Giubbini, Giovanni Michetti, Ilaria Pescini
In apertura, il saluto del Direttore Generale per gli Archivi, Anna Maria Buzzi

Moderatore

Relatori

Micaela Procaccia

Presidente ANAI

Anna Maria Buzzi

Direttore Generale, DGA

Sabrina Mingarelli

DGA
Dirigente Servizio II
(Patrimonio Archivistico)

Giovanna Giubbini

Direttore AS Bologna

Stefano Pigliapoco

Università di Macerata

Andrea Giorgi

Università di Trento

Ilaria Pescini

ANAI

Giovanni Michetti

Sapienza Università di Roma

16 Nov

Diretta streaming

ore 17.00

Non solo carte: l’archivio come espressione della varietà del patrimonio culturale

 

L’archivio non è solo carta, l’archivio non è solo carte. Sono molti gli archivi in cui è necessario il confronto con materie, materiali e oggetti ben diversi da quelli tradizionali, tali da richiedere un approccio specialistico e talvolta soluzioni originali. È pertanto opportuno riflettere sul modo in cui i modelli descrittivi tradizionali siano adeguati a rappresentare tali realtà, in cui il documento d’archivio assume forme così variegate.

Per ragionare intorno a questo tema, Giorgetta Bonfiglio Dosio presenterà la complessità e la varietà degli archivi d’impresa; Danilo Craveia si concentrerà in particolare sugli archivi dell’industria tessile; Simona Turco affronterà il tema degli archivi fotografici; Maria Francesca Stamuli esplorerà il panorama documentario legato alle fonti orali; e Manuel Rossi ci parlerà degli archivi dello spettacolo. Modererà Giovanni Michetti.

Moderatore

Giovanni Michetti

Sapienza Università di Roma

Relatori

Giorgetta Bonfiglio Dosio

Docente di Archivistica

Danilo Craveia

Archivista

Manuel Rossi

Archivista, Università per Stranieri di Siena

Simona Turco

Funzionario Archivista di Stato

Maria Francesca Stamuli

Soprintendenza archivistica
e bibliografica della Toscana

14 Dic

Diretta streaming

ore 17.00

Digital Libraries: una palestra per l’ibridazione di discipline e contenuti


Il patrimonio culturale è un vero e proprio sistema, in cui gli oggetti vivono di relazioni non solo con altri oggetti, ma anche con soggetti, con luoghi, con processi di produzione, fruizione e conservazione: in una parola, con il contesto entro cui sono immersi. Quanto sono adeguate le tradizionali ripartizioni disciplinari e professionali, che si traducono poi in ripartizioni organizzativo-istituzionali, per rappresentare la complessità dell’ecosistema dei beni culturali? Le digital library evidenziano la natura di sistema del patrimonio culturale e pertanto sembrano uno strumento adeguato per mettere in discussione i modelli tradizionali e operare come catalizzatori dei processi di innovazione rispetto agli assetti attuali.

Ragioneranno intorno a questo tema i direttori degli istituti centrali: Laura Moro (Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale), Carlo Birrozzi (Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), Elisabetta Reale (Istituto centrale per gli archivi), Simonetta Buttò (Istituto centrale per il catalogo unico). Modererà Giovanni Michetti.

Moderatore

Giovanni Michetti

Sapienza Università di Roma

Relatori

Laura Moro

Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale

Carlo Birrozzi

Istituto centrale per il catalogo e la documentazione

Elisabetta Reale

Istituto centrale per gli archivi

Simonetta Buttò

Istituto centrale per il catalogo unico

1 Feb

Diretta streaming

ore 17.00

La certificazione di processo: un modello di qualità


Nel 2017 il legislatore ha introdotto nel Codice dell’amministrazione digitale la certificazione di processo, con l’obiettivo di agevolare la trasformazione di un documento analogico in un documento digitale.

L’allegato 3 alle “Linee guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici”, pubblicate nel 2020, descrive  tale processo, precisandone talune caratteristiche di maggior rilievo.

Tuttavia, la necessità di “garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell’originale e della copia” impone un’estrema attenzione onde evitare che operazioni massive di dematerializzazione producano risultati inadeguati. A tal fine, la Direzione generale archivi ha predisposto un modello dettagliato per realizzare la certificazione di processo secondo criteri di qualità e sistematicità, con l’obiettivo di fornire uno strumento a supporto dei procedimenti di dematerializzazione degli enti pubblici.

Intervengono Sabrina Mingarelli (Direzione generale archivi, Servizio II), Giovanni Michetti (Sapienza Università di Roma), Gabriele Capone (Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania), Antonino Mazzeo (Università di Napoli Federico II), Patrizia Gentili (Agenzia per l’Italia digitale). Coordina Stefano Pigliapoco (Università di Macerata).

Moderatore

Stefano Pigliapoco

Università di Macerata

Relatori

Sabrina Mingarelli

Direzione generale archivi,
Servizio II

Giovanni Michetti

Sapienza Università di Roma

Gabriele Capone

Soprintendenza archivistica
e bibliografica della Campania

Antonino Mazzeo

Università di Napoli Federico II

Patrizia Gentili

Agenzia per l’Italia digitale

15 Feb

Diretta streaming

ore 17.00

What does AI look like when archival concepts and principles inform its development?


In the past, archives have used Artificial Intelligence relying on off-the-shelf tools. This practice has both limited what challenges can be met and made the needs of archives subservient to the larger field of machine learning. It may be a practical thing to do, but many alarming instances of bias have been found in modern machine learning models as applied to archival material. This raises the questions of a) whether off the shelf tools are the best solution for the archival field, b) how archival concepts and principles might influence the development of AI tools intended for records and archives management, and c) how the two fields of AI and archival science can benefit from a partnership.

The speakers will discuss the archival design, development, and leveraging of AI to support the ongoing availability and accessibility of trustworthy records. We will first explain the types of AI that are most likely to support archival endeavours, and then illustrate studies on the design of AI tools for the identification of ancient records, for the classification of current records, and for detection of privacy information, as well as presenting several other studies focused on using and developing AI to support archival appraisal, arrangement and description, preservation, and access.

This theme will be discussed by Luciana Duranti (University of British Columbia, Canada), Muhammad Abdul-Mageed (University of British Columbia, Canada), Luigi Compagnoni (State Archives in Milan, Italy), Emanuele Frontoni (University of Macerata, Italy), Umi Moktar (Universiti Kebangsaan Malaysia, Malaysia), and Jim Suderman (Expert, Canada). The session will be moderated by Luciana Duranti.

Moderatore

Luciana Duranti

University of British Columbia, Canada

Relatori

Muhammad Abdul-Mageed

University of British Columbia, Canada

Luigi Compagnoni

State Archives in Milan, Italy

Emanuele Frontoni

University of Macerata. Italy

Umi Mokhtar

Universiti Kebangsaan Malaysia, Malaysia

Jim Suderman

Expert, Canada

22 Feb

Diretta streaming

ore 17.00

Quanto vale un file? Il valore economico degli archivi


Il valore economico degli archivi è un tema di fondamentale importanza per comprendere il ruolo degli archivi non solo come asset patrimoniale, ma anche come componente strategica per la produzione di valore culturale, sociale e gestionale che in ultima analisi può essere ricondotto ad un valore economico.

Il legislatore italiano ha stabilito che archivi e biblioteche rientrano a pieno titolo nel patrimonio statale e come tali devono essere oggetto di valutazione economica.

L’attività di contabilizzazione ha il merito di aver obbligato le amministrazioni a individuare e quantificare il proprio patrimonio documentario, ma ha anche evidenziato l’inadeguatezza dei criteri di contabilizzazione stabiliti dalle norme di legge.

Per tale motivo è necessario ragionare su nuovi modelli e nuove formule che consentano di individuare con più accuratezza il valore dei beni culturali, con ciò contribuendo indirettamente a sostenere le attività mirate a garantire la tutela e la conservazione dei patrimoni documentari.

1 Mar

Diretta streaming

ore 17.00

Information governance: a framework for cooperation


According to ISO/DIS 24143:2021, Information Governance is a strategic framework for governing information assets across an entire organization in order to enhance coordinated support for the achievement of business outcomes and obtain assurance that the risks to its information, and thereby the operation capabilities and integrity of the organisation, are effectively identified and managed.

In short, Information Governance enables cooperation of information-related professionals, in support of the mission of an organisation and the achievement of its strategic goals. What is the role of archivists and record managers within this framework? Is Information Governance the step forward that records managers are supposed to make, or is it the environment in which they should find their role and limits? Is Information Governance just about rebranding or is it a new approach to information management? Who is the Information Governor? What is his/her training and education?

What is happening in the organizations–are they moving towards Information Governance? How do they deal with the possible conflicts
among different information professionals?

29 Mar

Diretta streaming

ore 17.00

I Linked Open Data per i beni culturali


I Linked Open Data (LOD) costituiscono una delle più importanti risorse per la condivisione e la crescita della conoscenza attraverso la creazione, potenzialmente infinita, di nuove connessioni tra risorse. Per tale motivo i LOD sono alla base dello sviluppo di piattaforme per la gestione e la descrizione del patrimonio culturale di natura eterogenea, all’interno di ambienti capaci di contenere e governare la varietà.

Gli innegabili vantaggi dei LOD pongono tuttavia problemi inediti e nuovi dubbi: come è possibile fondere all’interno di un unico quadro condiviso gli approcci specialistici delle varie comunità che compongono la realtà GLAM? quali sono le specifiche criticità per l’ambito archivistico? qual è l’impatto dei Linked Data su concetti e metodi consolidati nelle nostre discipline?

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